Mostre Detournément Venise 2010
Mostre Detournément Venise 2010
a cura di Elisabeth Sarah Gluckstein
UGO SISSA
“Canti spaziali” -painting
KATONAS ASIMIS
fotografia
16 luglio – 30 ottobre 2010 (prorogata)
Orario: 10.00-13.00/16.00-19.00. Festivi chiuso
Ugo Sissa nel labirinto
Se c’è un aspetto che rende non solo originale ma anche coerente il percorso creativo di Ugo Sissa, è il costante riferimento alle origini, a quella matrice iniziale dell’espressività umana che, nella sua diretta esperienza, egli ha potuto conoscere e studiare a partire dalle civiltà preclassiche dei sumeri e dei babilonesi. Una matrice che non esiterei a definire apollinea, in anticipo sulla accezione che solitamente si assegna alla esperienza greca classica, per il grado formale che Sissa archeologo-architetto ha riconosciuto in quel “grafein” che risulta essere elemento di forte continuità tra scrittura e disegno (e chi conosce il pensiero iconico di Ugo Sissa – affidato un catalogo di quasi 1300 opere – non avrà difficoltà a riconoscere nella preminenza dell’elemento grafico sul pittorico il suo “debito”, che è invece una scoperta, con quella tradizione).
A partire dal 1963 – anno in cui si manifesta con chiarezza il logos della sua Gestalt – fino al 1980, si assiste nella pittura di Sissa al dipanarsi e all’aggrovigliarsi di un filo d’Arianna nel labirinto geometrico delle possibilità.
La formazione moderna, razionale dell’architetto e la passione “antica” per le origini confluiscono nella sintesi di una pittura che assimila la matrice grafica della scrittura arcaica alla linearità della pittura vascolare, sia di ordine geometrico che figurale.
Non stupisce perciò che l’architetto-archeologo (e fotografo) abbia letteralmente “saltato” la stagione dell’Informale per aderire, costituzionalmente, all’astrazione concretista, elaborando un suo linguaggio generativo che ha felicemente attinto a precedenti illustri come quello di Schlemmer e del Bauhaus e, in Italia, ha scrutato esperienze oggi semidimenticate come quella dei “nucleari” milanesi.
Questa esperienza eccentrica rispetto al panorama veneziano dell’epoca non poteva sfuggire all’occhio attento di Umbro Apollonio, tra i maggiori interpreti e sostenitori dell’arte programmata; e infatti ritroviamo il critico veneziano tra i primi estimatori di Sissa pittore, già nel 1965. Da quel momento, per un quindicennio, il pittore ha esplorato le molteplici potenzialità del segno, privilegiando via via le forme geometriche come il cerchio e le direttrici della linea nel loro intersecarsi su sfondi piatti monocromi. Il senso del progettuale, così connaturato nella sua formazione, sganciato dagli obblighi del resoconto architettonico, si manifesta in tutta pienezza e articolazione, accostandosi come omaggio o come analogia, alle prove dei grandi maestri (non sfugge il riferimento continuo a Leonardo). Ma tutta la tradizione, per Sissa, è, come dice la parola stessa, messaggio; lo si può constatare in questa occasione nelle preziose “strisce” che per la prima volta si espongono, dedicate a Pisanello; eseguite come empatica reazione alla scoperta delle sinopie dell’artista ne palazzo ducale di Mantova, attestano in che senso antico e moderno siano non solo compatibili, ma inseparabilmente indispensabili.
(testo di Nico Stringa)
Katonas Asimis nasce ad Atene da una famiglia di artisti che stimola il suo amore per la scultura e per la pittura. Ha trascorso la giovinezza all'Isola di Santorini. Da bambino il suo sguardo viene educato a riconoscere l'importanza delle qualità plastiche nella forma e nell'ordine dell' Architettura e delle Arti Visive. Con il tempo si delinea attraverso la sua ricerca quanto queste categorie contribuiscano al recupero della memoria tramite la creazione artistica.
Asimis ha frequentato la Facoltà di Architettura di Bath in Inghilterra e la London Metropolitan University per acquisire la sua competenza professionale e artistica. Dopo gli studi inizia una serie di progetti nel contesto internazionale, coniugando la pittura con la fotografia. Questa simbiosi creativa diventa una qualità costante del suo lavoro che unisce in questo modo i codici dell'estetica con quelli strutturali della forma. Attualmente vive e lavora tra Atene e Santorini.