Invito al contemporaneo 19° edizione
Invito al contemporaneo 19° edizione
9, 10 settembre 2010 - ore 18
a cura di Chiara Bertola e Andrea Lissoni
8 settembre 2010 presentazione e proiezione
9-10 settembre proiezioni
Invito al contemporaneo è il tradizionale ciclo di incontri con artisti, critici, curatori, storici e scienziati italiani e stranieri che, dal 1996, la Fondazione Querini Stampalia e il Consorzio Venezia Nuova organizzano a Venezia presso il Palazzo sede della Fondazione. Sono riflessioni aperte sulle dinamiche, i linguaggi e le prospettive del pensiero contemporaneo, che volgono lo sguardo alle esperienze più significative del nostro tempo. A cura di Chiara Bertola e Andrea Lissoni è organizzato in collaborazione con la Fondazione Claudio Buziol di Venezia. La diciannovesima edizione di Invito al Contemporaneo vuole indagare alcuni aspetti della cultura cinematografica contemporanea, approfondendo due distinte tematiche.

Appuntamento mercoledì 8 settembre, alle ore 18 con gli artisti Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi, che presenteranno al pubblico Oh! Uomo (Oh! Man), 2004 e Ghiro Ghiro Tondo, 2007, due significative produzioni del loro repertorio filmografico più recente. Introducono Chiara Bertola, curatrice per l’arte contemporanea della Fondazione Querini Stampalia e Andrea Lissoni, storico dell’arte,curatore e membro del Comitato scientifico della Fondazione Claudio Buziol. Le proiezioni saranno riproposte il 9 e il 10 settembre alle ore 18 presso l’Auditorium G. Piamonte in Fondazione Querini Stampalia. L’iniziativa si svolge in concomitanza della 67^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia. I protagonisti Yervant Gianikian, nato da genitori armeni nel 1942, studia architettura a Venezia e si avvicina al cinema anche grazie all’incontro con Angela Ricci Lucchi che ha una formazione pittorica (apprende i segreti dell’acquerello con Oskar Kokoschka) e incentra il suo lavoro sull’immagine e la continua ricerca di un’espressione visiva. Il loro incontro genera una ricerca inedita, sperimentale, che si caratterizza da subito per la carica innovativa. Li accomuna una grande volontà documentaristica, la ricerca di un’espressione poetica e l’attenzione costante alle culture e alle ideologie coeve e passate. I temi ricorrenti in molta della loro produzione sono: pace e guerra, imperialismo, sfruttamento dei non privilegiati. Le loro opere cinematografiche vengono esposte, fin dagli anni ’80, in sedi prestigiose come il Moma di New York, la Cinemathèque Française e il Centre Georges Pompidou a Parigi, la Cineteca di Milano, l’Harvard Film Archive di Harvard e l‘Anthology Film Archive di New York. Insieme compiono un lavoro di indagine su documenti e reperti storici che provengono da archivi dimenticati. Il risultato è la realizzazione di film radicali ed emozionanti caratterizzati da una forte potenza visiva, unica per precisione e ricchezza, tali da essere esposti anche nel contesto dell’arte contemporanea, come al MART di Trento o alla Biennale di Venezia, dove sono stati invitati ad esporre da Harald Szeemann. Oh! Uomo (Oh! Man), 70’, 2004 È una raccolta di materiali d’archivio analiticamente scelti e organizzati in una sorta di documentario sul primo conflitto mondiale. Le immagini denunciano le atrocità e le devastazioni della guerra la cui violenza viene universalmente narrata attraverso la dolorosa descrizione di scenari in cui sofferenza e dolore si fanno segni indelebili nel deprecabile destino del genere umano. Ghiro Ghiro Tondo, 60’, 2007 È un film girato tra i giochi infantili della cospicua collezione appartenente ai due cineasti. La raccolta comprende diecimila pezzi di diverso materiale (legno, ferro, carta, stoffa, gesso, celluloide, cera) provenienti da tutto il mondo, dall’Europa dell’Est all’Italia del Nord, dalla Russia al Giappone, risalenti al periodo che va dalla fine della Prima Guerra Mondiale agli anni Cinquanta. Testimonianza di un mondo di infanzie travolto e spazzato via. Sono oggetti che, in scala ridotta, narrano storie legate al mondo rurale, ai lavori domestici, ai mestieri tradizionali, al folklore e ai costumi popolari: miniaturizzazioni di un universo mitteleuropeo che non esiste più. Pupazzi grotteschi, a brandelli o senza arti, tessuti logori, materie scolorite, corrose e screpolate, rimandano ai corpi spezzati, gettati, accatastati nelle fosse comuni delle guerre. Invito al contemporaneo prosegue nel mese di novembre con alcuni incontri dedicati ad importanti archivi video italiani: Archivio Storico delle Arti Contemporanee (Asac) de La Biennale di Venezia a cura di Andrea Lissoni Archivio della Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino a cura di Elena Volpato Home Movies, Archivio Nazionale del Film di Famiglia a cura di Sergio Fant La rassegna si snoderà attraverso percorsi estetici e concettuali capaci di mettere in luce caratteristiche e peculiarità dei singoli archivi.
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