I Dialoghi di San Giorgio Protecting nature or saving creation?
14 Settembre 2010 - 16 Settembre 2010
Convegni e seminari I Dialoghi di San Giorgio
Protecting nature or saving creation?
Ecological conflicts and religious passions
Venezia, Isola di San Giorgio Maggiore
Alla base del Dialogo vi è la diffusa consapevolezza che la gamma di passioni mobilitate dagli ecologisti finora è insufficiente, per livello ed intensità, al compito immane che ha oggi l’umanità riguardo al destino della terra. Solo la religione sembra essere riuscita, in passato, a mobilitare emozioni ed energie trasformative che hanno prodotto cambiamenti radicali di portata paragonabile alle trasformazioni oggi necessarie. Tuttavia, non è chiaro se un simile livello di energia sia ancora disponibile e sia utilizzabile a questo fine.
L’idea è quindi quella di prendere in esame il rapporto tra ecologia e teologia, tentando di esplorare nuovi percorsi in un ambito che rischia facilmente di diventare un accumulo di buoni sentimenti. Due ragioni possono spiegare le relative sterilità di molti dibattiti sulla congiunzione tra eco-logia e teo-logia. In primo luogo, troppo spesso il dibattito è basato su concezioni riduttive e superate della scienza e della tecnica, e su nozioni superfi ciali, sovente distorte, della religione, in specie di quella cristiana. Riaprire il dibattito sul rapporto tra scienza e fede – un tema notoriamente molto abusato – implica esplorare la tensione tra Natura e Creazione, rifacendosi alle antiche teologie della Creazione elaborate dai primi Padri della Chiesa, ma anche alle diverse tradizioni della teologia naturale. In secondo luogo, quello che viene solitamente del tutto trascurato nell’analisi tra ecologia e teologia è il ruolo dei confl itti e delle passioni. Molti autori sembrano supporre che i due ambiti siano naturalmente e armoniosamente legati, laddove sfortunatamente né la natura né la creazione sono prive di dimensioni drasticamente confl ittuali. La questione chiave è dunque forse quella di mobilitare le nozioni, i rituali e le cosmologie che caratterizzano alcune tradizioni religiose, a patto tuttavia di non ignorare i confl itti sottesi al dibattito ecologico e il ruolo essenziale della politica: senza una adeguata considerazione dei confl itti nessuna ecologia politica è possibile.
Il Dialogo coinvolgerà un numero ristretto di esperti e studiosi di diversa formazione disciplinare: fi losofi , storici, antropologi, teologi (esperti e/o rappresentanti di diverse tradizioni religiose), ambientalisti, economisti. Questi esperti confronteranno e discuteranno le loro esperienze e i loro punti di vista sul tema del Dialogo nell’arco di tre giorni, nell’atmosfera suggestiva dell’Isola di San Giorgio Maggiore, che favorisce la tranquilla rifl essione e il confronto aperto. Tutti i partecipanti siederanno intorno a una tavola rotonda per tutta la durata del Dialogo. Alle conversazioni potrà assistere il pubblico.
È presumibile che la lingua prevalentemente utilizzata sia l’inglese.
Al Dialogo hanno accettato di partecipare Matthew Engelke, Eric Geoffroy, Izabela Jurasz, Bruno Latour, Ignazio Musu, Ted Nordhaus, Anne-Marie Reijnen, Simon Schaffer, Michael Shellenberger, Elizabeth Theokritoff, George Theokritoff, Andrea Vicini, Eduardo Viveiros de Castro.