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Giorgione a Palazzo Grimani PROROGATA AL 1° NOVEMBRE

Date: 
Sabato, Agosto 28, 2010 - 19:00 - Domenica, Ottobre 10, 2010 - 19:00

Giorgione a Palazzo Grimani

Palazzo Grimani a Santa Maria Formosa
Ramo Grimani, Castello 4858, Venezia
Inaugurazione: sabato 28 agosto, ore 19.00
esposizione dal 29 agosto al 10 ottobre 2010 PROROGATA AL 1° NOVEMBRE
Organizzazione e produzione: Arthemisia Group
A cura di: Vittorio Sgarbi
Orario apertura: tutti i giorni dalle 9 alle 19 (la biglietteria chiude mezz’ora prima)

 

Tre tra le più celebri opere di Giorgione (1477-1510), La Vecchia (1506), La Nuda (1508) e soprattutto il suo capolavoro più noto, ammirato e ancora oggi di significato controverso, La Tempesta (1507-08), saranno esposte, per oltre un mese, in uno dei più singolari edifici di Venezia, il Palazzo Grimani a campo S. Maria Formosa, restituito alla città nel 2008, che, con questa occasione, diventa spazio espositivo permanente aperto tutti i giorni al pubblico.
Il Palazzo Grimani, acquistato dallo Stato Italiano nel 1981, è un edificio unico per la storia e l’architettura di Venezia. Finalmente aperto come museo di se stesso e di poche, selezionatissime opere nel dicembre 2008 era visitabile finora solo su prenotazione, ma con questa mostra apre definitivamente le sue porte alla città.
I tre capolavori di Giorgione inaugurano, infatti, una serie di mostre che vedranno come protagonisti i grandi artisti italiani e internazionali.
Per la prima esposizione, il Soprintendente ai Musei e alle Gallerie statali di Venezia Vittorio Sgarbi, ha voluto scegliere proprio Giorgione, di cui ricorre il quinto centenario della morte. La mostra di Palazzo Grimani sarà il principale omaggio della città al grande artista veneziano.
Nei mesi successivi a Palazzo Grimani saranno ospitate, sempre con allestimenti rispettosi degli spazi del palazzo, le Visioni dell’aldilà di Hieronimous Bosch e i quaderni del Canaletto.
La Nuda, esito di un affresco originariamente al Fondaco dei tedeschi e La Vecchia, eccezionale dipinto, in trasferta temporanea dalle Gallerie dell’Accademia, sono il coronamento ideale e la riunificazione di un percorso giorgionesco tutto veneziano che culmina nel capolavoro de La Tempesta, il più celebre ed enigmatico dipinto di Giorgione, primo vero esempio di paesaggio nella pittura italiana e al centro, per secoli, di innumerevoli dispute filologiche sulla corretta interpretazione del suo soggetto.
Ancora recentemente sull’opera si sono pronunciati diversi studiosi. Ma Vittorio Sgarbi, ideatore della mostra, nel saggio in catalogo è di vedute più caute. “La prima fotografia – scrive Sgarbi del soggetto del dipinto – il lampo nel cielo colto nell’istante in cui appare, rendendo luminose e spettrali le architetture sul fondo. Un fulmine, l’avviso della tempesta imminente, in una città che non è difficile identificare nella stessa Castelfranco, subito di là del ponte di legno. Da molto tempo penso che la lettura più pertinente sia proprio quella impressionistica, che fa riferimento alla “tempesta”, la cui evidenza metereologica ha lo stesso peso dei due umani protagonisti. Il fulmine nel cielo nuvoloso sopra la città, quel lampo di luce strisciante sulle case è il tema sostanziale ed è colto con la stessa velocità nel tempo in cui si manifesta: un’istantanea fotografica che corrisponde al “momento decisivo” evocato da Cartier Bresson, in contraddizione con l’atteggiamento “in posa”, quasi per evidenziare il contrasto, dei due personaggi. Paesaggio puro dunque, ma in un momento determinato, in cui la nostra attenzione è improvvisamente destata da quella irruzione imprevedibile e aleatoria che rappresenta la vera, sostanziale originalità di quella veduta”.
Con La Vecchia e La Nuda, Giorgione ha esplorato le risorse delle fattezze femminili cogliendole nelle mutazioni del tempo (e proprio un cartiglio con la scritta “Col tempo” è sorretto dalla mano destra della Vecchia) andando ben oltre il semplice ritratto, mentre La Tempesta, con il suo allusivo gioco di rimandi, con la sua tecnica “impressionistica”, con il soggetto che si presta a mille interpretazioni, anche di matrice religiosa, costituisce un caposaldo della cultura italiana del Rinascimento, esattamente come Palazzo Grimani costituisce un unicum architettonico e culturale veneziano.
Un’occasione di breve durata e di grande significato resa possibile dagli sforzi congiunti di Soprintendenza, Arthemisia Group e Assicurarte, sponsor dell’evento.

* * *
Con decreto dell’11 dicembre 2001, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha affidato la competenza di Palazzo Grimani, acquistato dallo Stato nel 1981, alla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Veneziano.
Il palazzo, riaperto il 20 dicembre 2008, costituisce per la città di Venezia una novità particolarmente preziosa di rilevanza internazionale, per l’originalità dell’architettura, per le decorazioni e per la storia che ne ha caratterizzato le vicende.
Antonio Grimani, agli inizi del 1500, dona ai figli la casa da stazio: il complesso verrà poi completato grazie al nipote Giovanni, patriarca di Aquileia, e a suo fratello Vettore, procuratore di San Marco. È probabile che gli stessi eredi Grimani siano intervenuti nella progettazione  e nella decorazione del palazzo.
L’architettura, che oggi possiamo finalmente vedere, fonde elementi tosco-romani con l’ambiente veneziano: tra gli altri sono particolarmente suggestivi la Tribuna, già sede della bellissima raccolta archeologica di Giovanni, il cortile, unico per la città di Venezia, e la bellissima scala di accesso. Straordinarie sono le decorazioni pittoriche. Come già per l’architettura, i Grimani si rivolgono ad artisti di formazione centro-italiana: Giovanni da Udine, Francesco e Giuseppe Salviati, Camillo Mantovano e Federico Zuccari.
Tutto questo rende Palazzo Grimani un edificio unico per la storia e l’architettura di Venezia, affascinante per l’aspetto culturale, artistico e storico, e, a restauro appena concluso, finalmente aperto come museo di se stesso e di poche, selezionatissime opere, esemplificative del gusto collezionistico cinquecentesco.

 

Palazzo Grimani was purchased by the State in 1981 and in 2001 a decree of the Ministry of the Cultural Heritage gave responsibility for its management to the Superintendency of State Museums in Venice.
With the reopening of the palazzo on December 20th 2008 the city of Venice gained an especially valuable addition to its museum circuit, internationally important for its architectural originality, the quality of its decoration and the history of its development.
At the beginning of the 16th century, Antonio Grimani gave his sons the family house at Santa Maria Formosa: later, on the advice of celebrated architrects such as Jacopo Sansovino, Sebastiano Serlio e Andrea Palladio, Antonio’s grandsons - Vettore, a Procurator of St. Mark’s and Giovanni, the Patriarch of Aquileia – substantially altered the building and gave it a classical stamp.
The palazzo housed Giovanni Grimani’s archaeological collection, one of the finest of the time, which was strikingly displayed on shelves, mantelpieces and plinths in settings such as the specially designed Tribuna and the courtyard.
The decoration of the rooms is of extraordinarily high quality, with outstanding stuccowork and frescoes reflecting the confidently unconventional taste of the Grimanis and executed by Mannerist artists such as Giovanni da Udine, Francesco Salviati, Camillo Mantovano, Francesco Menzocchi and Federico Zuccari.
All this makes Palazzo Grimani unique in Venetian history and architecture, a fascinating treasure house of cultural, artistic and historical riches and, now that its restoration has been completed, a museum of itself and of a few choice examples of the taste underlying the creation of the family collections in the 1500s.


Por decreto del 11 de diciembre del 2001, el Ministerio de Cultura ha confiado la responsabilidad del Palazzo Grimani, comprado por el Estado en 1981, a la “Soprintendenza Speciale per il Polo Veneziano Museo”.
El edificio reabierto el 20 de diciembre del 2008, es para la ciudad de Venecia una novedad particularmente valiosa de importancia internacional, por la originalidad de la arquitectura, por la decoración y por la historia que ha caracterizado a los acontecimientos.
Antonio Grimani, al principio del 1500, da a los hijos la casa “da stazio”: el complejo se completará gracias al sobrino Giovanni, patriarca de Aquileia, y a su hermano Vettore, procurador de San Marcos. Es probable que los mismos herederos Grimani intervenieron en el diseño y la decoración del palacio.
La arquitectura, que ahora podemos finalemente ver, combina elementos toscano-romanos con  el ambiente veneciano: entre otros son especialmente sugestivos la Tribuna, hogar de la magnífica colección arqueológica de Juan, el patio, unico para la ciudad de Venecia, y la hermosa escalera. Extraordinarias son las pinturas decorativas. Así como para la arquitectura, los Grimani contactaron artistas de formación centro-italiana: Giovanni da Udine, Giuseppe y Francesco Salviati, Camilo Mantovano y Federico Zuccari.
Todo esto hace que el Palazzo Grimani un edificio único en la historia y la arquitectura de Venecia, fascinante por el patrimonio cultural, artístico y histórico, y a restauración que acaba de finalizar, finalmente abrió sus puertas como museo de sí mismo y de unos pocos, trabajos seleccionados, a título ilustrativo de los gustos del siglo XVI.


Par le décret du 11 décembre 2001, le Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Ministère Italien des Biens et des Activités Culturelles) a confié la gestion du Palais Grimani, acquis par l’Etat italien en 1981, à la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Veneziano (Surintendance Spéciale pour le Pôle des Musées de Venise).
Le palais, rouvert le 20 décembre 2008, constitue pour la ville de Venise une nouveauté particulièrement précieuse, d’importance internationale, en raison de son architecture, de la valeur de ses décorations et de l’histoire qui l’a caractérisé dans le temps.
Antonio Grimani, au début du xvie siècle, fit donation à ses enfants de son habitation sise à Santa Maria Formosa ; elle fut par la suite restaurée par ses petits-fils Vettore – procurateur de Saint-Marc – et Giovanni – Patriarche d’Aquilée – qui, sur les conseils d’architectes aussi célèbres que Jacopo Sansovino, Sebastiano Serlio et Andrea Palladio, donnèrent au bâtiment une empreinte classique.
On installa dans le palais la belle collection archéologique de Giovanni, l’une des plus considérables de l’époque, en plaçant les objets sur des tablettes, des manteaux de cheminée et des piédestaux, dans un cadre extrêmement suggestif et d’exception, comme la Tribune et la cour.
La décoration des salles est extraordinaire : leur caractère somptueux est dû aux stucs et aux fresques que les Grimani, poussés par leur goût très sûr et excentrique, confièrent à des artistes de formation maniériste, tels que Giovanni da Udine, Francesco Salviati, Camillo Mantovano, Francesco Menzocchi et Federico Zuccari.
Tout cela fait du Palais Grimani un bâtiment unique en son genre dans l’histoire et dans l’architecture de Venise, fascinant d’un point de vue tant culturel qu’artistique et historique. Avec l’achèvement récent des travaux de restauration, il est enfin ouvert, véritable musée de lui-même et de quelques œuvres privilégiées, révélatrices du goût pour la collection tel qu’il existait au xvie siècle.